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Il lavoro incominciato il giorno 9-2-2009 in una sorta di simpatica dedica indiretta alla propria moglie che gli è sempre stata vicina nei momenti più belli così come in quelli difficili della vita (lei nacque il giorno 9 di febbraio),è in realtà dedicato alla figura più importante della sua formazione mentale ,il nonno materno Salvatore,per il quale egli nutrì un affetto “indescrivibile”. Egli racconta di aver vissuto un sogno rievocativo della propria vita e di averlo voluto corredare di foto che fossero all’altezza della situazione: a noi appare come l’immagine di un viaggiatore che scorge dai finestrini di un treno (metafora della vita),tanti fugaci attimi che gli hanno segnato la vita stessa facendogli riemergere sensazioni quasi perdute che ha voluto fermare in questa sua breve prosa per lasciarne un ricordo a coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Si sente che attraverso quei flash di vita intravista attraverso quei finestrini riaffiorano bei ricordi del passato ma anche intense sofferenze che lo hanno portato in un momento di estrema sofferenza a pochi passi dal gesto anticonservativo per eccellenza e per cui nacque questo lavoro ,come estremo saluto alla famiglia. Ma nel dichiararsi privo di quella Fede di cui aveva tanto bisogno ,egli continua a cercare la Luce anche se riaffiorano di tanto in tanto dei “ j’accuse” profondi verso tanti aspetti di un mondo che lui avrebbe voluto cambiare e che invece lo avevano logorato. L’amore per la famiglia e il continuo richiamo alla ragione e alla speranza da parte delle sue care confidenti ,ossia, le suore Romite di Revello che avevano conosciuto i suoi cambiamenti e le sue sofferenze,hanno contribuito a far sì che il suo scritto sembrasse alla fine un invito alla speranza, così come le foto che corredano e tendono ad adattarsi al tema dei suoi ricordi,sono state da lui riviste e modificate in un messaggio di luce e di gioia. Per gli amanti della fotografia è doveroso ricordare che parliamo di un medico e di un fotoamatore che però con l’applicazione ha presentato immagini talvolta semplici,talvolta complesse per le tecniche utilizzate , tutte senza l’aiuto di fotomontaggi e spesso con l’uso di macchine analogiche e quasi mai digitali. Speriamo che siate incuriositi dal lavoro di Cecchini Carlo e che almeno con lui condividiate questa ricerca di luce nella vita e nella fotografia.
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